A cura di Daniele Crescenzi
Il consiglio di amministrazione di Strada dei Parchi ha deciso di effettuare un ulteriore spostamento di altri sei mesi dell'adeguamento del tariffario di circa il 34% che sarebbe dovuto scattare il 1° luglio 2022. Tuttavia questa notizia non rincuora i pendolari residenti nella Valle Aniene e nei comuni abruzzesi serviti dalle Autostrade A24 e A25, e non fa nemmeno dormire sonni tranquilli a sindaci e amministratori locali. Il gestore, come si legge in una nota "ancora una volta, per senso di responsabilità e di fronte all’inerzia del governo, ha deciso di sospendere l’aumento tariffario", tutto questo nella speranza che qualcosa a livello istituzionale si possa muovere. Vana speranza, probabilmente, visto che, lo scorso 1° gennaio, la società attuò una scelta simile, auspicando che nei sei mesi successivi si sarebbe arrivati ad una soluzione condivisa del problema. In particolare si attendeva l'approvazione del Piano Economico Finanziario, mai avvenuto negli ultimi dieci anni. Proprio a causa di questo stallo Strada dei Parchi SpA, che più volte aveva sollecitato al Governo l'approvazione del PEF, ha avviato la procedura di recesso anticipato della concessione, nelle scorse settimane, come previsto dall'art. 11 del contratto concessorio. Nulla si è mosso in questi ultimi sei mesi, e nulla fa pensare che si muova qualcosa nei prossimi sei. Pochi giorni fa, sul quotidiano abruzzese "Il Centro" si poteva leggere un articolo nel quale si parlava di "rottura definitiva tra il Governo e la Concessionaria" che avrebbe portato così all'inevitabile rincaro a partire dalla mezzanotte del 1° luglio. Nonostante le rassicurazioni del Ministro per le Infrastrutture Enrico Giovannini e il suo intervento presso la Camera dei Deputati, nel quale assicurava lo stop ai rincari, non è stato siglato nessun accordo, nessun atto ufficiale da parte del Governo, o Provvedimento d'Urgenza è stato attuato. A fronte di quell'annuncio, sono seguiti giorni di totale silenzio. Un silenzio assordante, che ha fatto temere il peggio, peggio che ancora non è scongiurato. Il salasso per autotrasportatori già vessati dal rincaro dei costi dei carburanti, rischia, al netto, di un intervento definitivo sulla questione, di avverarsi prima o poi, perché la società Strada dei Parchi SpA, difficilmente, dopo due volte, attuerà un ulteriore stop, deciso in maniera autonoma dell'adeguamento delle tariffe. Dopo anni di dure battaglie, presidi ai caselli autostradali e sotto le sedi ministeriali, questo significherebbe un atto di grande tradimento nei confronti dei fragili territori delle aree interne.
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